Paolo Facchinetti

Tzimtzum


24,00

Nella cabala ebraica tzimtzum è ciò che rende possibile la creazione del mondo da parte di Dio. Il suo significato corrisponde all’atto del ritrarsi, come all’onda che indietreggia per riuscire a coprire la sabbia nel moto successivo, e indica l’atto con il quale Dio si ritrae in sé stesso per “fare spazio” a ciò che vuole creare.

L’intero lavoro di Paolo Facchinetti si gioca su questo, sulla dialettica composta, silenziosa, perseguita come ricerca in continua tensione tra la materia e l’idea. Guardando i suoi lavori emergono una rarefazione e una contrazione tali da non fare affiorare al pensiero il peso e la fatica di un grumo materico.

Paesaggi dell’anima, ottenuti per via di levare, riconoscibili perché attraversati dalla luce. Proprio nello sfrondamento dell’opera dai colori, avviene che la luce si fa davvero visibile grazie allo tzimtzum: arriva levando la materia e dilaga facendo vuoto.

Così l’opera parla di qualcosa attraverso la sua assenza: della luce attraverso le ombre, del colore attraverso il monocromo, di quanto è terreno attraverso un linguaggio immateriale, dello spazio infinito attraverso la bidimensionalità della superficie, diventa una porta, un elemento ambiguo, che può aprirsi o chiudersi, farsi varco o barriera, senza mai rinunciare ad essere un invito.

Descrizione

Codice LA22

Pubblicazione Gennaio 2016

ISBN 978-88-95059-33-4

Formato Copertina morbida, 24×28 cm

Pagine 96

Immagini 70 colori

Lingua Italiano / Inglese

A cura di Giovanna Brambilla

Collana

Descrizione

Codice LA22

Pubblicazione Gennaio 2016

ISBN 978-88-95059-33-4

Formato Copertina morbida, 24×28 cm

Pagine 96

Immagini 70 colori

Lingua Italiano / Inglese

A cura di Giovanna Brambilla